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Bambuseae
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top
mwbgmwbwBambuseae mwcamwcqKunth ex mwcgDumort., 1829 è una mwcwtribù di piante mwdaspermatofite mwdqmonocotiledoni appartenente alla mwdgfamiglia delle mwdwPoacee (mweasottofamiglia mweqBambusoideae).cite-ref-kellogg-1-0[1]cite-ref-zhang-2-0[2]cite-ref-soreng-3-0[3]
Contents
• Frutti
• Biologia
• Biologia
• Usi
• Note
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Etimologia
Il nome della mwigtribù deriva dal suo mwiwgenere tipo mwjamwjqBambusa mwjgSchreb., 1789 la cui mwjwetimologia fa riferimento a un nome mwkavernacolare malese.cite-ref-4[4]
Il mwlgnome scientifico della tribù è stato definito dal botanico tedesco mwlwKarl Sigismund Kunth (Lipsia, 18 giugno 1788 – Berlino, 22 marzo 1850) e dal botanico, naturalista e politico belga mwmaBarthélemy Charles Joseph Dumortier (Tournai, 3 aprile 1797 – 9 giugno 1878) nella pubblicazione mwmqAnalyse des Familles de Plantes: avec l'indication des principaux genres qui s'y rattachent. Tournay (Anal. Fam. Pl. 63. 1829) del 1829.cite-ref-5[5]
Descrizione
Il portamento delle mwvwspecie di questa mwwatribù è mwwqarbustivo o cespuglioso (in genere questi bambù sono mono-mwwgcespitosi). Queste piante sempreverdi in genere sono molto vigorose, possono essere alte da pochi centimetri fino a raggiungere notevoli dimensioni (anche mwww40 m di altezza e mwxa30 cm di diametro).cite-ref-kellogg-1-1[1]cite-ref-botsis-6-0[6]cite-ref-pignatti-7-0[7]cite-ref-motta-8-0[8]cite-ref-strasburger-9-0[9]cite-ref-botgen-10-0[10]cite-ref-bpg-11-0[11]
Le mwegradici in genere sono del tipo fascicolato derivate da mwewrizomi a collo corto (mwfapachimorfi). Fa eccezione la sottotribù mwfqChusqueinae in cui i rizomi sono mwfgamfimorfi (presumibilmente un mwfwcarattere derivato). La loro tipologia di sviluppo è molto variabile; infatti sono presenti specie dove le radici si sviluppano considerevolmente in orizzontale o in verticale e si allontanano molto dal loro punto di origine e altre invece che hanno uno sviluppo molto contenuto, con mwgahabitus cespitoso.
I mwggculmi sono legnosi, con portamento eretto o rampicante o pendente. Alla base sono mwgwsimpodiali.
I mwhqnodi non sono gonfi, a volte sono quasi solidi e leggermente prominenti.
Gli mwhwinternodi sono affusolati, vuoti o solidi. I bambù, essendo piante mwiamonocotiledoni, non hanno mwiqaccrescimento secondario, e quindi completata la loro crescita non si allargano di diametro di anno in anno.cite-ref-referencea-12-0[12]
Per ogni nodo sono presenti molti rami (con 1 - 3 rami dominanti), o pochi rami a seconda della specie. I rami, in genere, sono derivati da una singola gemma.
Fogliame del culmo
Le guaine (a volte coriacee, altre volte pelose e larghe) sono decidue o persistenti, con o senza padiglioni auricolari, e margini mwmafimbriati (oppure no). In alcune specie le basi delle guaine sono rugose oppure sono ondulate vicino all'apice.
Le ligule in genere sono brevi, oppure (in alcune specie) vistose; in altre specie le ligule sono membranose e cigliate.
Le lamine delle foglie sono erette o riflesse (a volte sono erette alla base e riflesse in alto) con forme da mwmwlanceolate a lanceolato-lineari o triangolari o mwnaoblunghe; in alcune specie terminano in modo mwnqapicolato. In alcune specie sulla superficie della lama fogliare della cera è distribuita in modo diseguale, lasciando sul lato mwngabassiale uno stretto settore marginale con cera nulla o ridotta. Il mwnwmesofillo (strato interno della foglia tra le due mwoaepidermidi) nelle regioni intercostali è formato da fibre mwoqsclerenchimatiche.
Le venature sono mwowparallelinervie con deboli venature trasversali (quelle trasversali a volte sono poco visibili o inesistenti). Le lamine normalmente non sono tessellate. Delle venature sono presenti anche nelle ligule. La venatura mediana (o centrale) è formata da un unico fascio vascolare.
Foglie del fogliame
Le guaine sono provviste o prive di padiglioni auricolari e possono essere o no fimbriate. Inoltre le guaine delle foglie del fogliame possono essere vistosamente mwpgcarenate. Nelle specie di questo gruppo le lamine del fogliame sono grandi, oppure sottili e coriacee. La superficie mwpwadassiale può (oppure no) contenere degli mwqastomi. In alcune specie le foglie del fogliame possono essere assenti (in questo caso la funzione mwqqfotosintetica è trasferita alla guaina e al culmo). Possono essere presenti dei pseudo-mwqgpiccioli scuri oppure possono essere provviste di una stretta striscia (senza cera) lungo il margine mwqwabassiale.
Infiorescenza
L'mwrginfiorescenza principale (mwrwsinfiorescenza o semplicemente mwsaspiga) è per lo più ramificata e ha la forma di una grande mwsqpannocchia aperta. Le spighette, mwsgsessili o mwswpedicellate, sono disposte in grappoli ai mwtanodi e sottese da alcune mwtqbrattee (ampi mwtgprofilli doppiamente mwtwcarenati oppure a singola carena). In alcune specie l'infiorescenza non è ramificata ed è sottesa da una mwuabrattea e un profillo (i profilli, particolari brattee a protezione dell'infiorescenza, hanno in genere delle forme triangolari). Sono presenti delle mwuqpseudospighette. In alcune specie le infiorescenze non sono ramificate e sono circondate da una mwugspata.
L'infiorescenza secondaria (o mwvaspighetta, o pseudospighetta) prende la forma di spighette formate da alcuni fiori (fino a 28 più alcuni fiori ridotti) sottesi da due-quattro mwvqbrattee chiamate mwvgglume (divise in inferiori e superiori). Le spighette possono terminare all'apice con un fiore sterile (a volte quello prossimale è sterile, mentre è fertile quello mwvwdistale). Alla base di ogni fiore sono presenti due mwwabrattee: la mwwqpalea e il mwwglemma. La disarticolazione avviene nei nodi della mwwwrachilla sopra le glume (ma non in tutti i generi). Talvolta la mwxarachilla presenta una estensione con 1 - 3 fiori rudimentali. In particolare:
• le glume sono 2 - 3 o 6 (altre volte possono essere assenti o ridotte); le forme possono essere da ovate a mwxwlanceolate o anche mwyaorbicolari; gli apici possono essere acuti oppure ottusi. Alcune glume possono essere ispide, altre persistenti. Possono avere fino a 20 e più venature longitudinali.
• i lemmi sono ampi con molte venature; all'apice possono avere un lungo mwygmucrone. Le forme variano da ovate a mwywlanceolate, sono scariosi (o a consistenza cartacea) e privi di ciglia e di mwzaali. Possono avere fino a 40 venature longitudinali.
• le palee sono doppiamente carenate con apici acuti o brevemente bifidi (all'apice sono dentate e possono avere due punte). In genere sono più corte dei lemmi e hanno una consistenza membranosa.
I mwzwfiori fertili sono mw0aattinomorfi formati da tre mw0qverticilli: mw0gperianzio ridotto, mw0wandroceo e mw1agineceo.
Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente mw1gformula fiorale:cite-ref-botsis-6-1[6]
mw3qP 2, mw3gA (1-)3(-6), mw3wG (2–3) supero, cariosside.
L'mw5qandroceo è composto da sei mw5gstami (due-tre in mw5wChusqueinae e altri gruppi; in mw6aOchlandra - sottotribù mw6gMelocanninae - sono numerosi da 15 a 120) ognuno con un breve mw6wfilamento. I filamenti sono liberi o fusi insieme. Le mw7aantere hanno due mw7qteche. Le antere, a volte apicolate, sono mw7gbasifisse con mw7wdeiscenza laterale. Il mw8apolline è monoporato.
Il mw8ggineceo è composto da 3-(2) mw8wcarpelli mw9aconnati formanti un mw9qovario mw9gsupero. L'ovario, mw9wglabro (eventualmente con apice mw-apubescente) e portato su un gambo, ha un solo loculo con un solo mw-qovulo subapicale (o quasi basale). L'ovulo è mw-ganfitropo e semimw-wanatropo e mw-atenuinucellato o mw-qcrassinucellato. Lo mw-gstilo, è unico (corto, o ridotto) con due-tre mw-wstigmi piumosi e pelosi.
Frutti
I mwaqifrutti sono del tipo mwaqmcariosside, ossia sono dei piccoli chicchi mwaqqindeiscenti, affusolati con apice peloso o sferici, nei quali il mwaqupericarpo è formato da una parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo, carnoso e succulento, è fuso al seme ed è aderente. L'mwaqyendocarpo non è indurito e l'mwaqcilo è lungo e lineare. L'mwaqgembrione è provvisto di mwaqkepiblasto. I margini embrionali della foglia si sovrappongono. La fessura mwaqoscutellare è assente.
Biologia
Le radici diventano legnose a causa della crescita di densi ammassi di mwaq0sclerenchima che si formano sia esternamente sia internamente attorno ai fasci vascolari della radice. L'altezza dei bambù è fortemente correlata alla pressione della radice, che fornisce la forza necessaria per riempire i vasi mwaq4xilematici embolizzati lungo il mwaq8culmo.cite-ref-13[13]
Lo sviluppo del mwaruculmo avviene in due fasi. Una prima fase non ramificata porta le foglie del culmo e il culmo stesso alla massima altezza di sviluppo (gli mwaryinternodi si allungano indipendenti dalla fioritura). Nella seconda fase si ha lo sviluppo delle varie ramificazioni con le foglie del fogliame e successivamente la fioritura. Lo sviluppo dei rami è mwarcacropeto (o anche bidirezionale).cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]
In questa tribù sono presenti delle mwasepseudospighette con due o più fiori. Le pseudospighette si formano quando il tessuto mwasimeristematico del ramo cessa di produrre foglie normali e incomincia a produrre un insieme di mwasmbrattee, alcune delle quali hanno dei boccioli germinali nelle loro ascelle che poi alla fine iniziano a produrre fiori.cite-ref-kellogg-1-2[1]
La fioritura delle specie di questa tribù è per lo più ciclica e tardiva: le specie del genere mwaskBambusa bambos (sottotribù mwassBambusinae) fioriscono dopo il trentaduesimo anno di età; le specie del genere mwaswDendrocalamus al cinquantacinquesimo; altri bambù al sessantacinquesimo anno di vita. In alcuni casi la fioritura di una singola specie è sincronizzata a livello globale. Ad esempio una fioritura mondiale si è avuta nel 1932 da parte della specie mwas4Bambusa nigra mwas8Lodd. ex Lindl. (sinonimo di mwatamwatePhyllostachys nigra mwati(Lodd. ex Lindl.) Munro ora descritta all'interno della tribù mwatmArundinarieae).cite-ref-referencea-12-1[12]
Biologia
La fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
I semi cadendo a terra, dopo aver eventualmente percorso alcuni metri a causa del vento (dispersione anemocora), sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mwat8mirmecoria).
Distribuzione e habitat
La maggior parte delle specie di bambù sono originarie dell'mwauyAsia (dove raggiungono il limite settentrionale del loro mwaucareale a 50° N di mwauglatitudine) e dell'mwaukAmerica (dove raggiungono i 47° S in mwauoCile). Le si possono trovare ad altitudini variabili, sino ai 3000 m sull'mwausHimalaya. Alcune specie sono spontanee in mwauwAfrica (in particolare nell'mwau0Africa sub-sahariana e in mwau4Madagascar) e in mwau8Oceania. Non esistono specie spontanee in mwavaEuropa.
Tassonomia
Sottotribù
| Sottotribù e generi | Distribuzione e habitat |
|---|---|
| Sottotribù Arthrostylidiinae Soderstr. & R.P.Ellis, 1988 Actinocladum McClure ex Soderstr. (1 specie) Alvimia C.E.Calderón ex Soderstr. & Londoño (3 spp.) Arthrostylidium Rupr. (29 spp.) Athroostachys Benth. (2 spp.) Atractantha McClure (5 spp.) Aulonemia Goudot (47 spp.) Aulonemiella L.G.Clark, Londoño, C.D.Tyrrell & Judz. (2 spp.) Cambajuva P.L.Viana, L.G.Clark & Filg. (1 sp.) Colanthelia McClure & E.W.Sm. (11 spp.) Didymogonyx (L.G.Clark & Londoño) C.D.Tyrrell, L.G.Clark & Londoño (2 spp.) Elytrostachys McClure (2 spp.) Filgueirasia Guala (2 spp.) Glaziophyton Franch. (1 sp.) Merostachys Spreng. (59 spp.) Myriocladus Swallen (13 spp.) Rhipidocladum McClure (22 spp.) | Nuovo Mondo ; foreste pluviali-tropicali del Brasile , ma anche foreste andine a 3 000 m s.l.m. di quota. [ 17 ] |
| Sottotribù Bambusinae Presl., 1830 Bambusa Schreb. (156 spp.) Bonia Balansa (5 spp.) Cochinchinochloa H.N.Nguyen & V.T.Tran (1 sp.) Dendrocalamus Nees (73 spp.) Fimbribambusa Widjaja (4 spp.) Gigantochloa Kurz ex Munro (67 spp.) Laobambos Haev., Lamxay & D.Z.Li (1 sp.) Maclurochloa K.M.Wong (4 spp.) Melocalamus Benth. (19 spp.) Neomicrocalamus Keng f. (3 spp.) Oreobambos K.Schum. (1 sp.) Oxytenanthera Munro (1 sp.) Phuphanochloa Sungkaew & Teerawat. (1 sp.) Pseudobambusa T.Q.Nguyen (1 sp.) Pseudoxytenanthera Soderstr. & R.P.Ellis (5 spp.) Soejatmia K.M.Wong (1 sp.) Thyrsostachys Gamble (2 spp.) Vietnamosasa T.Q.Nguyen (3 spp.) Yersinochloa H.N.Nguyen & V.T.Tran (2 spp.) | Asia , soprattutto Sud-est asiatico e Cina , in habitat tropicali e subtropicali. |
| Sottotribù Chusqueinae Soderstr. & R.P.Ellis, 1987 Chusquea Kunth (200 spp.) | Nuovo Mondo , dal Nord America fino all' Argentina . [ 18 ] [ 19 ] |
| Sottotribù Dinochloinae K.M.Wong & W.L.Goh, 2016 Cyrtochloa S.Dransf. (7 spp.) Dinochloa Buse (44 spp.) Mullerochloa K.M.Wong (1 sp.) Neololeba Widjaja (5 spp.) Parabambusa Widjaja (1 spp.) Pinga Widjaja (1 sp.) Sphaerobambos S.Dransf. (3 spp.) | Sud-est asiatico , in habitat tropicali e subtropicali. |
| Sottotribù Greslaniinae K.M.Wong & W.L.Goh, 2016 Greslania Balansa (2 spp.) | Endemica della Nuova Caledonia . |
| Sottotribù Guaduinae Soderstr. & R.P.Ellis, 1988 Apoclada McClure (1 sp.) Eremocaulon Soderstr. & Londoño (5 spp.) Guadua Kunth (34 spp.) Olmeca Soderstr. (5 spp.) Otatea (McClure & E.W.Sm.) C.E.Calderón ex Soderstr. (13 spp.) Tibisia C.D.Tyrrell, Londoño & L.G.Clark (3 spp.) | Nuovo Mondo , con concentrazione di biodiversità in Messico , America centrale , nel bacino amazzonico , il Planalto Central e la linea costiera di Bahia ( Brasile ). [ 20 ] |
| Sottotribù Hickeliinae A.Camus, 1924 Cathariostachys S.Dransf. (2 spp.) Decaryochloa A.Camus (1 sp.) Hickelia A.Camus (4 spp.) Hitchcockella A.Camus (1 sp.) Nastus Juss. (12 spp.) Perrierbambus A.Camus (2 spp.) Sirochloa S.Dransf. (1 sp.) Sokinochloa S.Dransf. (7 spp.) Valiha S.Dransf. (2 spp.) | La maggior parte delle specie è endemica del Madagascar , con l'eccezione di H. africana , endemica della Tanzania , e di Nastus borbonicus , endemica di Réunion . |
| Sottotribù Holttumochloinae A.Camus, 1924 Holttumochloa K.M.Wong (4 spp.) Kinabaluchloa K.M.Wong (2 spp.) Nianhochloa H.N.Nguyen & V.T.Tran (1 sp.) | Indocina , Cina meridionale ( Hainan ), penisola Malese e Borneo . [ 16 ] |
| Sottotribù Melocanninae Benth., 1881 Annamocalamus H.N.Nguyen, N.H.Xia & V.T.Tran (1 sp.) Cephalostachyum Munro (13 spp.) Davidsea Soderstr. & R.P.Ellis (1 sp.) Melocanna Trin. (3 spp.) Ochlandra Thwaites (10 spp.) Pseudostachyum Munro (1 sp.) Schizostachyum Nees (74 spp.) Stapletonia P.Singh, S.S.Dash & P.Kumari (3 spp.) | Bacino dell' oceano Indiano , dal Madagascar al subcontinente indiano e al Sud-est asiatico , sino alle isole del Pacifico , con climi da temperati a tropicali. |
| Sottotribù Racemobambosinae Stapleton, 1994 Chloothamnus Buse (11 spp.) Racemobambos Holttum (19 spp.) Widjajachloa K.M.Wong & S.Dransf. (1 sp.) | Sud-est asiatico con climi da temperati a tropicali. |
| Sottotribù Temburongiinae Temburongia S.Dransf. & K.M.Wong (1 sp.) | Endemica del Brunei . |
| Generi incertae sedis Ruhooglandia S.Dransf. & K.M.Wong (1 sp.) Temochloa S.Dransf. (1 sp.) | Generi incertae sedis Ruhooglandia S.Dransf. & K.M.Wong (1 sp.) Temochloa S.Dransf. (1 sp.) |
Note
• La definizione della sottotribù mwa1wDinochloinae è relativamente recente; in precedenza i suoi membri erano inclusi all'interno del mwa10clade "DMNS" ("Dinochloa + Neololeba + Mullerochloa + Sphaerobambos") nella sottotribù mwa14Bambusinae.cite-ref-kellogg-1-5[1]
• La definizione della sottotribù mwa2qHolttumochloinae è relativamente recente; in precedenza i suoi generi erano inclusi all'interno del mwa2uclade "HK" ("Holttumoclhoa + Kinabaluchloa") nella sottotribù mwa2yBambusinae.cite-ref-kellogg-1-6[1]
• In precedenza il genere mwa2wmwa20Greslania era attribuito alla sottotribù mwa24Bambusinae.
• In precedenza il genere mwa3amwa3eTemburongia era attribuito alla sottotribù mwa3iBambusinae.
Filogenesi
Le Bambuseae, da un punto di vista mwa3ucladistico, sono mwa3ymonofiletiche e insieme alle tribù mwa3cArundinarieae e mwa3gOlyreae formano la grande sottofamiglia delle mwa3kBambusoideae. Bambuseae e mwa3oOlyreae formano un "mwa3sgruppo fratello" mentre le mwa3wArundinarieae si trovano in posizione "basale".cite-ref-soreng-3-2[3]
La tribù è suddivisa in due grandi gruppi (mwa4icladi) geografici: il "Clade Neotropicale" e il "Clade Paleotropicale". Tale suddivisione è anche supportata dalle analisi mwa4mfilogenetiche del mwa4qgenoma del mwa4ucloroplasto. Il "Clade Paleotropicale" è mwa4ymonofiletico mentre la monofilia del "Clade Neotropicale" è debolmente supportata. Alcune filogenesi sia nei cladi neotropicali sia in quelli paleotropicali identificano dei geni nucleari correlati al genoma delle mwa4cArundinarieae (la prima tribù della sottofamiglia a essersi evoluta).cite-ref-kellogg-1-7[1]
La mwa40sinapomorfia per questo gruppo è rappresentata dallo sviluppo dei rami che è mwa44acropeto (o anche bidirezionale): i culmi raggiungono la loro piena altezza senza produrre rami ma solo foglie; in seguito dai culmi si originano (raramente) dei rami e foglie di fogliame, iniziando dalla base o dal centro della pianta e procedendo in modo acropeto o bidirezionale.cite-ref-kellogg-1-8[1]
Clade Neotropicale
Il "Clade Neotropicale" è composto dalle sottotribù mwa5uChusqueinae, mwa5yArthrostylidiinae e mwa5cGuaduinae. All'interno del mwa5gclade le sottotribù mwa5kArthrostylidiinae e mwa5oGuaduinae formano un "mwa5sgruppo fratello" mentre mwa5wChusqueinae è in posizione "basale". Il clade Arthrostylidiinae + Guaduinae", oltre che dalle analisi del mwa50DNA è confermato anche dalla condivisione di papille rifrattive (trasparenti alla luce) sulle cellule mwa58epidermiche fogliari.cite-ref-soreng-3-3[3]
mwa6uSinapomorfie relative alle singole sottotribù:cite-ref-kellogg-1-9[1]
| Sottotribù | Sinapomorfie |
|---|---|
| Chusqueinae | È presente un fiore per spighetta . - La rachilla è senza estensione. - Le spighette hanno quattro glume . - Le celle sussidiarie (o annesse) degli stomi hanno almeno due papille. |
| Arthrostylidiinae | Sulla superficie della lamina fogliare è presente della cera distribuita in modo diseguale, lasciando sul lato abassiale uno stretto settore marginale con cera nulla o ridotta. Nelle regioni intercostali del mesofillo (strato interno della foglia tra le due epidermidi ) sono presenti delle fibre sclerechimatiche . La venatura mediana (o centrale) è formata da un unico fascio vascolare. |
| Guaduinae | Le foglie del fogliame di entrambe le superfici delle lamine (sia adassiale sia abassiale ) sono ricoperte da stomi (gli stomi adassiali sono ricoperti da papille). |
Clade Paleotropicale
Il "Clade Paleotropicale" è composto dalle mwa8ksottotribù mwa8oBambusinae, mwa8sDinochloinae, mwa8wGreslaniinae, mwa80Hickeliinae, mwa84Holttumochloinae, mwa88Melocanninae, mwa9aRacemobambosinae e mwa9eTemburongiinae. Buona parte delle specie di questo gruppo sono mwa9iesaploidi o superiori con una storia poliploide che coinvolge antenati che erano strettamente legati all'antenato delle mwa9mArundinarieae (la tribù "basale" della sottofamiglia mwa9qBambusoideae).cite-ref-zhang-2-2[2] All'interno di questo clade mwa9kBambusinae risulta "mwa9ogruppo fratello" della sottotribù mwa9sHolttumochloinae, che insieme alla sottotribù mwa9wTemburongiinae probabilmente formano il "core" della tribù; mentre le melocannine sono chiaramente "mwa90gruppo fratello" di un mwa94clade formato dalle altre tre sottotribù.cite-ref-soreng-3-4[3]
mwa-qSinapomorfie relative alle singole sottotribù:cite-ref-kellogg-1-10[1]
| Sottotribù | Sinapomorfie |
|---|---|
| Dinochloinae | I culmi hanno un portamento arrampicante. Le guaine delle foglie dei culmi hanno una caratteristica zona rugosa alla base. |
| Melocanninae | Lo stilo è allungato e cavo - l' ovario è glabro - la sezione trasversale delle foglie è asimmetrica attorno alla nervatura centrale, con un insieme di prominenti cellule a forma di bolla su un solo lato, creando un contorno concavo sul lato della nervatura centrale e convesso sull'altro. |
Cladogramma della tribù
Il seguente mwa-8cladogramma è tratto da uno degli ultimi studi (2017) su questa tribù.cite-ref-soreng-3-5[3]
Il "core" del Clade Paleotropicale presenta ancora qualche incertezza mwbayfilogenetica. Qui di seguito è riportato un'altra rappresentazione (semplificata) del mwbaccladogramma Paleotropicale.cite-ref-21[21]
Età
La seguente tabella mostra una stima dei tempi di divergenza dei nodi indicati (sono state usate diverse strategie di calibrazione includendo anche informazioni fossili).cite-ref-22[22]
| Nodo | Da - a (milioni di anni fa) | Date fossili (milioni di anni fa) |
|---|---|---|
| Famiglia Bambusoideae | Da 56 a 34 | Circa 47 |
| Separazione Bambuseae/ Olyreae | Da 51 a 28 | Circa 40 |
| Sviluppo principale delle Bambuseae | Da 35 a 16 | Circa 28 |
| Sviluppo principale dei bambù paleotropicali | Da 31 a 15 | Circa 25 |
| Sviluppo principale dei bambù neotropicali | Da 34 a 13 | Circa 27 |
Coltivazione
Molti bambù sono popolari come piante da giardino. Nella coltivazione, necessitano di cure per contenere il loro comportamento invasivo. Si propagano principalmente attraverso le radici e/o rizomi, i quali possono propagarsi sotto terra e lanciare nuovi culmi che spuntano in superficie. Vi sono due modi per la propagazione dei bambù: monopodiali e simpodiali. Le specie di bambù monopodiali hanno una propagazione sotterranea lenta; nelle specie di bambù sinopodiali, invece, si riscontra un'alta variabilità; ciò è riferibile a entrambe le specie in riferimento alle condizioni di suolo e di clima.
Alcune possono emettere ricacci per la lunghezza di svariati metri all'anno, mentre altre possono restare nella medesima area per lunghi periodi. Se trascurate, negli anni possono diventare invasive e causare problemi colonizzando aree adiacenti a villaggi, paesi o coltivazioni.
Una volta stabilitosi come cespo, è difficile rimuovere completamente il bambù senza estirpare l'intera rete di rizomi sotterranei. Se il bambù deve essere rimosso, un'alternativa allo scavo può essere il taglio raso delle canne e il taglio successivo e ripetuto dei nuovi getti appena escono dal terreno, fino a che il sistema radicale non esaurisca la sua riserva di energia e muoia. Se si permette alle foglie di compiere la fotosintesi, il bambù sopravviverà e continuerà a propagarsi.
Esistono due principali metodi per prevenire la propagazione dei nuovi getti di bambù nelle aree adiacenti l'impianto. Il primo sistema è la bordatura o rimozione di ogni rizoma che sfugga ai confini dell'area destinata alla sua coltivazione. Gli attrezzi normalmente utilizzati sono uncini, vanghe e zappe. I rizomi si trovano generalmente in prossimità della superficie (sotto uno strato sottile di terreno), così che se la potatura dei rizomi viene eseguita due volte l'anno, interesserà la maggior parte, se non tutti, i nuovi ricacci. Alcune varietà possono avere percorsi più profondi (oltre la tipica profondità della vanga). Queste sono più difficili da controllare, e necessiteranno di tagli più profondi. Una manutenzione frequente rivelerà le principali direttrici di crescita e la disposizione del sistema radicale. Una volta tagliati, i rizomi devono essere rimossi. L'emergenza di un getto di bambù all'esterno dell'area dopo la bordatura, indica la precisa posizione di un rizoma non localizzato in precedenza. Le radici fibrose che si irradiano dal rizoma non generano ulteriori getti, quindi possono essere lasciate nel terreno.
Il secondo metodo implica il contenimento con una barriera fisica. Il cemento e il polietilene ad alta densità in speciali rotoli sono i materiali più comuni. Questi vengono piazzati in un fossato profondo mwbd860-90 cm (2-3 piedi) attorno all'impianto, con un angolo aperto verso l'alto in modo da direzionare la crescita dei rizomi verso la superficie del terreno. I rizomi più forti e gli attrezzi possono forare le barriere in plastica piuttosto facilmente, quindi occorre lavorare con particolare attenzione. Il bambù cresciuto all'interno di tali barriere è molto più difficile da espiantare rispetto agli impianti cresciuti in libertà. Le barriere e la bordatura non sono necessari per bambù cresciuti a macchia. Le macchie di bambù possono essere eradicate se si espandono eccessivamente.
Usi
Il bambù si è meritato l'epiteto di "acciaio vegetale", grazie alla straordinaria resistenza meccanica sia alla compressione sia alla trazione.
Il bambù ha un legno cavo ma anche leggero e resistente, perciò viene impiegato da secoli per gli usi più diversi.
Esso, come narra mwbfmMarco Polo nel suo mwbfqMilione, veniva impiegato nel mwbfuDuecento in Cina per ottenere delle robuste corde per tirare in secca le navi. Queste stesse funi sono state anche utilizzate per la costruzione di ponti sospesi, il più longevo dei quali ha collegato per oltre mwbfy1 700 anni (fino al 2008) le sponde del fiume Min. Sempre nel Paese estremo orientale i tronchi di bambù sono stati usati per costruire tubature di irrigazione per i campi di riso, le più estese delle quali coprivano un'area di mwbfc5300 km² nella provincia del mwbfgSichuan. Altre tubazioni dello stesso materiale sarebbero state utilizzate per la distribuzione del gas naturale dai giacimenti fino ai villaggi. Sempre nella provincia del Sichuan si è usato il legno di bambù per costruire abitazioni le quali hanno una notevole resistenza alle sollecitazioni dei terremoti, come dimostrato nel 1991, quando venti case non riportarono significativi danni.
Applicazioni diverse si possono anche incontrare nella creazione di armi, trappole (molto utilizzate dai mwbfovietcong durante la mwbfsguerra del Vietnam), vele (ottenute da stuoie di bambù), carta (tramite la riduzione in piccoli pezzi delle canne, la loro cottura e la successiva pressatura della poltiglia ottenuta per realizzare fogli compatti), tessuti, mwbfwtelai per biciclette, farmaci e filtri per aria e acqua.
In ambito ingegneristico, il bambù può essere usato come materiale da costruzione. Infatti, grazie alle sue buone proprietà meccanichecite-ref-23[23], il bambù è un materiale che può essere adottato al posto dei classici materiali strutturali quali acciaio, calcestruzzo armato e legno. Attualmente la pianta può essere impiegata in quattro modi differenti nell'ambito dell'mwbgiingegneria del bambùcite-ref-24[24]. Il modo più naturale e più antico è quello di usare la pianta nella sua forma naturale, ovvero sfruttando la forma del mwbgcculmo per realizzare pilastri e travi. Una seconda modalità di impiego consiste nel ricavare dal culmo lamelle di varie dimensioni e incollarle fra loro con colle idonee ottenendo un prodotto ingegnerizzato chiamato appunto bambù lamellarecite-ref-25[25]. Il culmo di bambù può, inoltre, essere usato come armatura all'interno delle membrature di calcestruzzocite-ref-26[26] fornendo così una efficace alternativa rispetto all'acciaio. Infine, le fibre di bambù sono una valida risorsa per la realizzazione di mwbhamateriali compositi fatti con matrici sintetiche derivanti dal petrolio o naturalicite-ref-27[27] (bioplastiche). Ancora oggi si possono trovare in Cina anche ponteggi costruiti in bambù, per agevolare lavori nelle costruzionicite-ref-28[28].
In ambito alimentare, i germogli della pianta sono stati utilizzati come alimento e dalle foglie si sono ottenute delle particolari bevande alcoliche. Le canne sono oggi utilizzate in Cina per la fermentazione del vino. In mwbhoThailandia viene mangiata l'intera pianta.
La specie mwbhwPseudosasa amabilis, originaria della regione del mwbh4Guandong nella Cina meridionale, è utilizzata in tutto il mondo per la costruzione delle canne per la mwbh8pesca a mosca.
La specie mwbiePhyllostachys bambusoides (o bambù gigante da costruzione, comunemente chiamato anche madake o metake) è utilizzata in mille modi diversi, fra cui la costruzione di strumenti musicali, come flauti mwbimshakuachi o mwbiumwbiydidgeridoo, o per la costruzione di archi giapponesi nella disciplina del mwbicKyudo.
In ambito artistico, l'afghano Massoud Hassani ha utilizzato il bambù per realizzare l'opera Mine Kafon esposta al mwbikMOMA di mwbioNew York. L'ispirazione dell'opera venne all'artista ripensando ai piccoli oggetti che costruiva a mwbisKabul da bambino con il bambù. Capitava irrimediabilmente che il vento trasportasse questi piccoli giocattoli sui mwbiwcampi minati. Tornato molto tempo dopo nel suo luogo di origine, gli venne in mente di costruire versioni venti volte più grandi di quei giochi, in modo tale che pesando di più ma conservando la leggerezza potessero sminare in maniera economica le zone minate che ancora oggi sono presenti nel paese. L'opera è una reinterpretazione artistica di questa soluzione.
In mwbi4provincia di Parma a mwbi8Fontanellato c'è il mwbjalabirinto della Masone, fatto di bambù, il più grande del mondo di questo genere.
Aspetti culturali
La longevità dell'albero del bambù lo rende per i cinesi un simbolo di lunga vita, mentre in mwbjgIndia è un simbolo di amicizia. Il fatto che la fioritura avvenga raramente ha reso l'evento un segno dell'incombente arrivo di carestia alimentare. Si dice che questa credenza sia dovuta al fatto che i topi si nutrano a profusione dei fiori caduti, moltiplicandosi quindi a dismisura e di conseguenza distruggendo gran parte dei raccolti e delle riserve di cibo locali. La più recente fioritura avvenne nel maggio del 2006 (vedi Mautam). Si dice che il bambù fiorisca in questo modo soltanto ogni 50 annicite-ref-29[29].
Mitologie dell'Asia e Oceania
Diverse culture asiatiche, inclusa quella delle mwbkqIsole Andamane, credono che l'umanità discenda da uno stelo di bambù. Nel mito della creazione mwbkufilippino, la leggenda narra che il primo uomo e la prima donna vennero liberati per l'apertura di un germoglio di bambù che emerse su un'isola creata dopo la battaglia tra le forze elementari (Cielo e Oceano). Nelle leggende della mwbkyMalaysia una storia simile include un uomo che sogna una bellissima donna mentre dorme sotto una pianta di bambù; si sveglia e rompe lo stelo di bambù, scoprendo la donna all'interno di esso. In mwbkcGiappone, molto spesso una piccola foresta di bambù circonda un mwbkgmonastero mwbkkscintoista come parte della barriera sacra contro il mwbkomale. In Giappone il bambù viene considerato come il secondo in rango nella categoria del "legno di pino Matsu, poi il bambù, mwbksUme (a volte tradotto come pruno)" e questa sequenza viene eseguita quando si ordina un pranzo a base di mwbkwsushi oppure quando si prende una camera nei tradizionali alberghi mwbk0ryokan.
Il bambù delle mwbk8Hawaii ('ohe) è una materializzazione corporea (kinolau) del dio creatore mwblapolinesiano Kane.
Le foglie, i germogli e gli steli soffici di bambù, sono la maggior fonte di alimento per il mwblipanda gigante della mwblmCina e per la scimmia ragno oltre che per il panda minore.
Alcune specie
Per la lista completa delle specie: mwblgLista delle specie di bambù.
mwbloSottotribù mwblsArthrostylidiinae
mwbnySottotribù mwbncGuaduinae
mwbooSottotribù mwbosBambusinae
mwbq4Sottotribù mwbq8Hickeliinae
mwbroSottotribù mwbrsMelocanninae
Note
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Voci correlate
• mwbj0Bamban
• mwbj8Bambusa ventricosa
• mwbkeEconomia a bambù
• mwbkmRadice di malacca
• mwbkuBicicletta in bambù
• mwbkcIngegneria del bambù
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Collegamenti esterni
• mwbkwhttp://www.amicideibambu.it - Sito dell'Associazione Amici dei Bambù
• mwbk4http://www.bambuitalia.it - Sito dell'Associazione Italiana Bambù
• mwblahttp://www.rodmakers.it - Sito dell'Associazione Italiana costruttori canne da pesca in bamboo